sabato 20 agosto 2011

Expo 2015 batte cassa agli azionisti


MILANO (MF-DJ)

Un conto e' avere dubbi sulla realizzazione di Expo, un altro e' vedere nero su bianco le cifre del bilancio 2010 e soprattutto le considerazioni che si accompagnano ai numeri dello scorso esercizio. Expo 2015 avra' bisogno di sempre piu' soldi e i principali rischi legati allo sviluppo dell'esposizione universale sono legati proprio alla capacita' degli azionisti di sostenere gli investimenti in equity della societa'.

Problema, si legge in un articolo di MF, che si aggiunge al tetto al 4% imposto dal governo all'utilizzo delle risorse per le spese di gestione. Ancora piu' paradossale, o forse preoccupante, il fatto che questa sia la fotografia di Expo scattata ben prima della nuova ricaduta dell'economia internazionale e del panico che ha colpito i mercati nelle ultime settimane. Ben prima, ad esempio, della manovra approntata in fretta e furia dal ministro del Tesoro, Giulio Tremonti, che rendera' ancora piu' complesso per gli enti locali reperire fondi da destinare all'esposizione universale.

Eppure, risolto il nodo dei terreni su cui dovra' sorgere Expo, il rischio finanziamenti resta il principale perche' l'evento vada a buon fine. "La natura del progetto implica inevitabilmente il prodursi di perdite operative fino all'apertura della manifestazione nel 2015 e richiede altresi' che gli azionisti sostengano l'attivita' della societa' e i suoi investimenti". Il 2010, infatti, si e' chiuso per la societa' di gestione con una perdita di 10,4 milioni, rispetto al rosso di 8,3 del 2009. Il patrimonio netto si e' pero' attestato a 8 milioni, in leggero miglioramento rispetto a 7,7 milioni dell'esercizio precedente, grazie all'incremento delle riserve straordinarie a seguito di contributi in conto capitale dei soci. Le perdite, insomma, non devono spaventare e infatti nel 2011 la societa' si aspetta un rosso in aumento a 22,9 milioni.

Parlare di perdite o di costi e' improprio quando ci si riferisce a una societa' come Expo, che non avra' entrate fino al 2015. L'importante e' che vengano mantenuti gli investimenti, che nel corso dell'anno sono previsti "a circa 104,9 milioni (87,2 in termini di puri esborsi) e saranno indirizzati essenzialmente alla progettazione delle infrastrutture del complesso espositivo, dei suoi manufatti e delle vie di connessione, e ai lavori per la rimozione delle interferenze sullo stesso sito". Tutte queste attivita', sottolineano i vertici nella relazione sulla gestione, "saranno possibili esclusivamente grazie alle risorse nel complesso messe a disposizione dagli azionisti per un totale stimato intorno a 109,7 milioni, cui potra' aggiungersi il ricorso durante l'anno al credito bancario previsto per complessivi 8,3 milioni".


Il fatto e' che il consiglio d'amministrazione evidenzia "come rischio principale", la dipendenza della societa' proprio "dai trasferimenti di fondi degli azionisti, in particolare per quanto riguarda la copertura delle spese di gestione". Una variabile non indifferente che "costituisce un significativo elemento di incertezza circa l'effettiva capacita' di portare a termine i propri compiti istituzionali". 

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